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ALMA a MILANO – Libertà e immaginazione

Al via un’iniziativa culturale milanese, per fare dell’arte strumento e veicolo di libertà, portando opere in luoghi di isolamento e disagio privati del bello e dei suoi significati più forti e profondi.
Venerdì 10 marzo 2023, alle ore 11.00 alla Milano Painting Academy in via de Sanctis, 34 l’Associazione Culturale Corte Sconta presenta ALMA- Arte Libera Musei Aperti

Lo scopo del progetto di Corte Sconta, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano è rendere accessibili le opere d’arte, dopo i limiti imposti dalla pandemia e da altre costrizioni, ma anche avvicinare all’interesse artistico individui esclusi da eventi pubblici per motivazioni sanitarie, fisico-psichiche o penali rendendoli partecipi dell’arte come via per la Libertà.

ALMA, è un progetto museografico che da un lato vuole rivalutare luoghi costretti ai margini della vita sociale, dall’altro riportare alla vita pubblica importanti e significative opere, altrimenti riservate a pochi o dimenticate in depositi.
Riduzione delle disuguaglianze, parità di genere, accessibilità e sostenibilità sociale, sono le parole chiave che guidano il progetto per creare la consuetudine alla diffusione dell’arte e all’avvicinamento ai pubblici fragili.

La casa di reclusione di Opera, l’RSA Golgi Redaelli, l’Associazione Olinda presso l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, vedranno, nelle parole del portavoce del progetto Andrea Vento, “l’esposizione e la condivisione partecipata di opere d’arte provenienti da collezioni private, tutte espressione e veicolo di declinazione del concetto di LIBERTA’, così importante da recuperare e rivivere”.

L’iniziativa si concluderà in autunno, con la riunione di tutte le opere esposte alla Fabbrica del Vapore, presso la sede di Corte Sconta, per raccogliere i risultati del progetto.

Libertà e immaginazione, libertà e memoria, libertà e comunicazione, libertà e viaggio i temi espressi e affrontati.
A seguito di ogni evento si terrà un Talk in presenza o digitale animato da personalità dell’arte, della cultura e dell’iniziativa sociale. Ogni opera verrà digitalizzata e monitorata con le più avanzate tecniche oggi a disposizione.
Il Progetto gode del patrocinio di ICAMT International Committee for Architecture and Museum Techniques -ICOM International Council of Museum.

La prima tappa del progetto avverrà alla Casa di Reclusione di Opera a Milano doce si presenteranno due opere di Enrico Baj Progne abbandonata da Tereo si converte al culto Visnù (1989, acrilici e collage su tela, 162x130cm) e Metamorfosi (1988, acrilici e collage su tela, 200x150cm).

Nelle parole di Maddalena d’Alfonso ideatrice del progetto, Baj in tutto il suo percorso indaga i temi dell’immaginazione e della libertà. È un artista poliedrico che ha messo in discussione se stesso ripetutamente proprio per riemergere con nuove forme visionarie. Investigando con ironia e intelligenza la società e l’estetica del suo tempo ne ha mostrato aspetti di fragilità e conformismo. Le due opere esposte fanno parte del suo periodo maturo quello in cui consapevolmente investigava l’immaginario kitsch riferendosi alla classicità e alla mitologia, non solo greca ma anche la più antica indoeuropea che accomuna popoli lontani in un unico scenario ancora magico, nativo di una comunità capace di sognare il proprio mondo.

Roberta Cerini Baj, moglie di Enrico Baj, prestatrice delle opere cita l’artista L’arte nasce dall’immaginario, ovvero da quella zona del sistema nervoso che produce immagini, fantasia, sogni, rappresentazioni irrazionali, cioè indipendenti dalla percezione del reale. La facoltà immaginativa alberga nel bambino come nel vecchio. Nel bambino che apre gli occhi alla luce di un mondo sconosciuto; nell’anziano che tempera le sue delusioni con l’esperienza di una lunga vita. Buttar fuori il proprio immaginario, tradurlo in opere, oggetti, descrizioni e intuizioni: sono tutte operazioni benefiche sia per lo spirito di chi le compie, sia per le sollecitazioni che ne riceve il fruitore, ovvero lo spettatore.’
Alma presenta alcune caratteristiche che riecheggiano il suo pensiero e per questo ritengo fosse importante presentare opere del suo ciclo più immaginifico, Mitologia del Kitsch.

‘Il grande merito di Enrico Baj è stato quello d’aver compreso molto presto – sin dai suoi primi esperimenti “nucleari”, sin dai leggendari disegni per il De rerum Natura, sin dai primi Genreali e dalle prime Dame – che le sue invenzioni avevano il compito e il diritto di competere con gli aspetti più discutibili dell’epoca, creando in questo modo, un’opera che ormai ha saputo sostenere la prova del tempo. Un’opera che ha mantenuto quella freschezza dell’improvvisazione che aveva ai suoi inizi. Se questo odierno documento di una Mitologia del Kitsch sarà destinato a superare come probabile la soglia del millennio – porterà con sè alle generazioni future, un monito e insieme uno spunto di divertissement e di autoironia che sarà già di per sé una prova convincente del fatto che non tutti gli artisti del nostro secolo si sono reputati testimoni del “vero” e del “bello”; e che proprio quell’artista che, meglio e prima di tanti altri, ha saputo trastullarsi con i problemi legati ai Peccati del Gusto e ai Trionfi del Kitsch è stato più vicino alla realtà del suo tempo di tutti coloro che sono rimasti succubi delle Mode e dei Modi, in un’età dove il Kitsch, molto spesso ha trionfato sull’arte’

Così parlava del ciclo da cui sono tratte le due opere la Mitologia del Kitsch di Enrico Baj il grande Critico d’arte Gillo Dorfles (1910-2018).

Enrico Baj
Enrico Baj (1924-2003), nasce a Milano, frequenta l’Accademia di Brera e contemporaneamente consegue la laurea in legge.
Nel 1951 fonda con Sergio Dangelo il Movimento Arte Nucleare e partecipa ai movimenti d’avanguardia italiani e internazionali con mostre, pubblicazioni e manifesti, collaborando con Lucio Fontana, Piero Manzoni, Arman, Yves Klein, il gruppo Phases, Asger Jorn e gli artisti del gruppo CoBrA.

A partire dagli anni Cinquanta è presente sulla scena internazionale e in particolare espone regolarmente a Parigi.
Le mostre più significative dell’ultimo decennio della vita dell’artista hanno avuto luogo alla Pinacoteca Casa Rusca a Locarno (1993), alll’Institut Mathildenhöhe a Darmstadt (1995), al Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Nizza (1998), al Musée de Chartres (2000), al Palazzo delle Esposizioni a Roma (2001).
Nel 2003-2004 al Castello di Masnago, Varese si è tenuta una mostra concernente le connessioni tra arte e poesia nell’opera di Baj; a Milano a cura della Provincia una grande retrospettiva che si è svolta in spazi diversi in una sorta di itinerario attraverso i momenti salienti della sua carriera.
Nella primavera 2004 si apre a Pontedera “Cantiere Baj”, una serie di manifestazioni che si concludono con la realizzazione nel dicembre del 2006 di un grande mosaico lungo cento metri sul muro che corre lungo la ferrovia a Pontedera. Il progetto per il Muro di Pontedera, costituito da dieci cartoni con collage di elementi di meccano, è l’ultima opera dell’artista, portata a termine pochi giorni prima della morte.
Nel maggio 2007 la Friedrich Petzel Gallery di New York presenta una selezione di opere di Baj dalla fine degli anni Cinquanta al 2002.
Nel 2008 due mostre monografiche: da gennaio a marzo alla Fondazione Marconi di Milano Baj, Dame e Generali ripropone il tema più “classico” dell’artista; da marzo a maggio Baj, Apocalisse, nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta presenta la più grande installazione realizzata da Baj nel 1978 e arricchita di aggiunte fino al 2000. Nel maggio del 2009 a Milano, la Fondazione Marconi allestisce la mostra Baj, mobili animati, che prende il titolo dalla bella monografia che Germano Celant ha dedicato a questo ciclo di opere degli anni Sessanta.
Nell’estate del 2010 la mostra Baj, dalla materia alla figura al Castello Pasquini di Castiglioncello evidenzia come nel lavoro dell’artista la figura si manifesti con forme e tecniche in continua evoluzione.
Nel 2012 nella Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale a Milano viene esposto I funerali dell’anarchico Pinelli, realizzato da Baj nel 1972 per quello spazio: allora la mostra non fu aperta al pubblico perché il 17 maggio 1972, giorno dell’inaugurazione, fu ucciso il commissario Calabresi. Finalmente dopo quarant’anni la grande opera è tornata nella sala per cui era stata concepita.
Nel 2013 a dieci anni dalla morte, Baj è ricordato con tre mostre: in giugno Ububaj, I teli di Ubu, al Camec di La Spezia, in settembre a Milano Enrico Baj, Segni e disegni, alla Fondazione Marconi, e Enrico Baj, Bambini, ultracorpi & altre storie, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro. È presente con le Dame degli anni Sessanta alla Biennale di Venezia, nella sezione del Palazzo Enciclopedico curata da Cindy Sherman.
Nel 2015 a Palazzo Gavotti a Savona la mostra Baj, figure dell’immaginario documenta la continua ricerca da parte dell’artista di una sempre rinnovata figurazione.
Nel novembre 2015 la galleria Luxembourg & Dayan di New York presenta una personale di Baj incentrata sulla produzione degli anni Sessanta, e contemporaneamente la Galleria Giò Marconi a Milano ripropone il ciclo delle Plastiche (1967-1969).
Nell’estate del 2016 al Museo Archeologico di Aosta la mostra Baj, l’invasione degli ultracorpi illustra l’evoluzione della figura emblematica dell’ultracorpo dagli anni cinquanta agli anni ottanta.
Nel 2017 la personale Baj, play as protest al Cobra Museum di Amstelveen ripropone la tematica dell’ironia e del gioco come strumenti di critica sociale.
Nel 2018 a Milano alla Fondazione Marconi la mostra Enrico Baj, l’arte è libertà si ispira alle parole dell’artista “La pittura è una via – una via che ho scelto – verso la libertà. È una pratica di libertà”, che riassumono il pensiero che lo ha sempre animato.
Nel 2018 e nel 2019 è presente in molte importanti mostre collettive, soprattutto all’estero.
Il 2020 si apre con la mostra ENRICO BAJ DAME IDRAULICHE, Galerie Isabella Bortolozzi, Berlino.
Nel 2021 è presente alla mostra Painting is back, Gallerie d’Italia, Milano, con opere di grande formato.

Il progetto museografico di Opera
La mostra delle opere è realizzata in due importanti luoghi per la vita dell’istituto: la sala d’attesa dei colloqui, all’interno della quale si incontrano le famiglie e i figli della popolazione detenuta, e la Galleria delle Opportunità dove lavorano e transitano gli operatori e gli addetti e quelle persone che, seppur detenuti, hanno la possibilità di spostarsi più liberamente negli spazi dell’istituto.

L’allestimento ha previsto la realizzazione e la posa di due vetrine speciali a protezione delle opere, concesse dalla Fondazione Corte Sconta e progettate da Maddalena d’Alfonso (Md’A Design Agency) con la Goppion S.p.a. L’azienda, specializzata nella realizzazione di vetrine museali ad alta tecnologia, è sponsor dell’iniziativa: ha deciso di donarle all’Associazione Corte Sconta per progetti di inclusione sociale e volti alla divulgazione artistica e culturale verso le persone emarginate o escluse dai circuiti di pubblica fruizione.

Le vetrine sono pensate come agili tavoli verticali su cui vengono poggiate le opere: costruiti in due soli pezzi metallici con uno sfondo e un vetro di protezione. Si tratta di due oggetti autoportanti del tutto indipendenti e liberi essere movimentati nello spazio con i requisiti e la manifattura delle migliori realizzazioni museografiche, comprensivi inoltre dei necessari apparati informativi e didascalici.

Aperto nel 1987, l’istituto di Milano Opera ospita oggi circa 1.300 detenuti prevalentemente definitivi con pene residue superiori ai cinque anni – Le camere, originariamente singole, ospitano tutte un massimo di 2 persone – Si è sempre caratterizzato per la pluralità dei circuiti penitenziari con forte presenza di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata e di soggetti affetti da patologie – Infatti, l’esistenza del padiglione SAI (Servizio Assistenza Intensificata) e la presenza di importanti realtà ospedaliere in città hanno di fatto per anni fortemente condizionato le assegnazioni di soggetti affetti da patologie provenienti dall’intero territorio nazionale – Nell’ambito del nuovo circuito regionale, l’istituto si propone come casa di reclusione all’interno della quale è attivo un reparto a trattamento avanzato con forte caratterizzazione delle attività trattamentali quali le attività scolastiche, lavorative, di formazione professionale, culturali, artistiche e sportive – Particolare attenzione è assicurata ai temi della famiglia e della genitorialità – Recentemente, in collaborazione con il privato sociale, sono state realizzati uno spazio di accoglienza per i bambini che entrano in istituto per i colloqui con i genitori, due sale ludoteca ed un’ampia area verde per i colloqui all’aperto – Mensilmente, sono organizzati, in giornate festive, dei momenti di incontro strutturati tra i detenuti ed i nuclei familiari – È in fase di realizzazione un nuovo padiglione per altri 400 posti letto ed un complessivo ampliamento degli spazi destinati alle attività.

Il coordinamento organizzativo è gestito da Innovami di Laura Mesano.

Andrea Vento
Roberta Baj
Maddalena D’Alfonso

Si ringraziano:

Associazione Corte Sconta
Fondazione di Comunità Milano
Casa di Reclusione di Opera
Md’A Design Agency – Maddalena D’Alfonso
Cav. Alessandro Goppion – Goppion S.p.A.
Massimo Ciaccio – BIG
InnovaMI – Laura Maesano
Maurizio e Danilo Rea e Aerariumchain
ICOM-ICAMT – International Committee of Architecture and Museum Techniques dell’Interational Council of Museum

Un progetto di Associazione Corte Sconta con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.

Fondazione di Comunità Milano (fondazionecomunitamilano.org) sostiene e promuove interventi di utilità sociale per rispondere ai bisogni di oltre 2 milioni di cittadine e cittadini di Milano e di 56 Comuni delle aree Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana della Città Metropolitana. Nata nel 2018, contribuisce allo sviluppo del territorio a partire dall’ascolto e dal dialogo con istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore, associazioni e cittadinanza. Fondazione di Comunità Milano fa parte del network di 16 Fondazioni territoriali, che operano in tutte le province della Lombardia e nelle province di Novara e Verbania-Cusio-Ossola, costituite da Fondazione Cariplo.

Ufficio Stampa

Marianna Montanini
3472317285
Mario Alberto Marchi
3483713915

ALMA a MILANO – Arte Libera Musei Aperti

Al via un’iniziativa culturale milanese, per fare dell’arte strumento e veicolo di libertà, portando opere in luoghi di isolamento e disagio privati del bello e dei suoi significati più forti e profondi.
Venerdì 10 marzo 2023, alle ore 11.00 alla Milano Painting Academy in via de Sanctis, 34 l’Associazione Culturale Corte Sconta presenta ALMA- Arte Libera Musei Aperti

Lo scopo del progetto di Corte Sconta, sostenuto da Fondazione di Comunità Milano è rendere accessibili le opere d’arte, dopo i limiti imposti dalla pandemia e da altre costrizioni, ma anche avvicinare all’interesse artistico individui esclusi da eventi pubblici per motivazioni sanitarie, fisico-psichiche o penali rendendoli partecipi dell’arte come via per la Libertà.

ALMA, da un lato vuole rivalutare luoghi costretti ai margini della vita sociale, dall’altro riportare alla vita pubblica importanti e significative opere, altrimenti riservate a pochi o dimenticate in depositi.
Riduzione delle disuguaglianze, parità di genere, accessibilità e sostenibilità sociale, sono le parole chiave che guidano il progetto per creare la consuetudine alla diffusione dell’arte e all’avvicinamento ai pubblici fragili.

La casa di reclusione di Opera, l’RSA Golgi Redaelli, l’Associazione Olinda presso l’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, vedranno, nelle parole dei responsabili del progetto Maddalena d’Alfonso e Andrea Vento, “l’esposizione e la condivisione partecipata di opere d’arte provenienti da collezioni private, tutte espressione e veicolo di declinazione del concetto di LIBERTA’, così importante da recuperare e rivivere”.

L’iniziativa si concluderà in autunno, con la riunione di tutte le opere esposte alla Fabbrica del Vapore, presso la sede di Corte Sconta, per raccogliere i risultati del progetto.

Libertà e immaginazione, libertà e memoria, libertà e comunicazione, libertà e viaggio i temi espressi e affrontati.
A seguito di ogni evento si terrà un Talk in presenza o digitale animato da personalità dell’arte, della cultura e dell’iniziativa sociale. Ogni opera verrà digitalizzata e monitorata con le più avanzate tecniche oggi a disposizione.
Il Progetto gode del patrocinio di ICAMT International Committee for Architecture and Museum Techniques -ICOM International Council of Museum.

L’avvio dell’iniziativa avviene con la presentazione di un primo evento presso Milano Painting Accademy dove si parlerà di “Libertà e corpo umano”, attraverso l’emozionante arte di PATRIZIA COMAND.

“C’è un nesso profondo tra Libertà e Corpo umano, inteso quest’ultimo come spazio, relazioni. – afferma Gianni Maimeri, Presidente di Fondazione Maimeri patrocinante Milano Painting Academy – È in effetti proprio l’arte a interpretare il collegamento, essendo espressione di un gesto fisico, ma originata dal bisogno interiore di esprimere, trasmettere. Fondazione Maimeri interviene nella promozione dell’arte e della cultura attraverso iniziative a impatto sociale. ALMA sposa nel suo spirito le aree di intervento della Fondazione, dando visibilità all’arte e a luoghi di disagio o con delle complessità “

“Colori, forme e spazi escono dal corpo fisico per liberarsi. Partendo da una realtà se ne esplora un’altra in una sorta di lotta per la libertà. Si superano i limiti per conoscere e vivere altro”

Così Patrizia Comand parla di “La Scalata” l’opera che verrà esposta al pubblico venerdì 10 marzo presso Milano Painting Academy

“Rappresenta una scalata alla luna, che è essenzialmente il simbolo di qualcosa che si vuole raggiungere: un’idea, un sogno, un’ideale, qualcosa che ci porti in una dimensione “altra”. In basso c’è la lotta per potersi arrampicare ed è per questo che c’è una variazione di colori dal basso verso l’alto: alla base dove, appunto, c’è lo scontro i colori sono forti, contrastanti, “terrestri” nel senso che sono ancora legati alla realtà, poi, via via che si staccano dalla terra si attenuano e pian piano prendono i colori delle luna, cioè del sogno cui si arriverà e con cui ci si fonderà.”

Patrizia Comand, Corbetta (Mi), si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1972.

Nel 1979 espone al Salone dei Giovani Artisti al Palazzo della Triennale di Milano, dove incontra Mario De Micheli col quale instaura un intenso rapporto di stima e di amicizia.
Nel 1991, da Venezia, si trasferisce per un lungo periodo in Centro America (El Salvador,
Guatemala e Messico). Al suo rientro in Italia riprende la sua attività espositiva che da ora si amplia con partecipazioni a importanti mostre dall’intera Europa, al Giappone, alla Turchia (dove nel 2005 riceve il 1° premio alla Biennale di Ankara), al Marocco e al Messico. Nel 2007 espone sulla facciata del Duomo di Milano 2 grandi “teleri” (m.10 x 20 cad.) intitolati “Il cielo sopra Milano” che si trovano ora in Vaticano. Spesso, su invito di Vittorio Sgarbi, è stata coinvolta negli scorsi anni in importanti mostre, tra queste Surrealismo Padano (Palazzo Gotico, Piacenza, 2002), La Pittura Fantastica in Italia (Museo Revoltella, Trieste, 2002), 54° BIENNALE DI VENEZIA (2011), EXPO-Arte Italiana (Milano, 2015), BOTTICELLI-il suo tempo e il nostro tempo (MART di Rovereto, 2021 ). Suoi sono i ritratti ufficiali dei Papi BENEDETTO XVI° (2005)), e FRANCESCO (2013) per la “Sala dei Papi” della Basilica di Superga (To).
Nel 2014 termina LA NAVE DEI FOLLI , una grande opera di 2 metri per 9 di lunghezza, che comincia un iter espositivo molto intenso, viene infatti presentata in importanti sedi, tra cui la Fondazione FGS di Cassano Magnago (Va).Il famoso editore FRANCO MARIA RICCI decide poi di presentarla nel 2017 al LABIRINTO DELLA MASONE di Fontanellato (Pr), e ne pubblica un prestigioso catalogo con prefazioni di Philippe DAVERIO e Giovanni MARIOTTI
Nel 2016 esegue il ritratto del Premio Nobel RITA LEVI MONTALCINI per il FRAUENMUSEUM di Bonn (Germania), nel 2020 quello della poetessa ALDA MERINI nel 2022 quello del Sindaco Emerito di Milano GABRIELE ALBERTINI.
Nel 2022 riceve dal Comune di Milano, a Palazzo Marino, il premio “Volti della Metropoli” che viene conferito a personalità che si sono distinte in vari campi e presenta l’opera “E Giustizia sia !”
Dal 2006 fa parte di un gruppo internazionale che espone annualmente al Grand Palais di Parigi. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero ed è presente nell’Archivio del “National Museum of Women in the Arts” di Washington.

Alla presentazione, venerdì 10 marzo 2023, alle ore 11.00 nei locali di Milano Painting Academy, in via de Sanctis, 34 a Milano, interverranno:

Andrea Vento
Patrizia Comand
Maddalena D’Alfonso

Sarà possibile visitare la mostra dal 10 marzo al 10 aprile, con orario 10.00-18.00, da lunedì a giovedì.

Si ringraziano:

Associazione Corte Sconta
Fondazione di Comunità Milano
Massimo Ciaccio – BIG
Maurizio e Danilo Rea e Aerariumchain
Il Cavalier Goppion e Goppion
Md’A Design Agency – Maddalena D’Alfonso
Milano Painting Academy/Fondazione Maimeri
ICOM-ICAMT – International Commette of Architecture and Museum Techniques dell’Interational Council of Museum
InnovaMI – Laura Maesano

Un progetto di Associazione Corte Sconta con l’appoggio di Fondazione di Comunità Milano.

Fondazione di Comunità Milano sostiene interventi di utilità sociale per rispondere ai bisogni di oltre 2 milioni di cittadine e cittadini di Milano e di 56 Comuni nelle aree Sud Ovest, Sud Est, Adda Martesana della città metropolitana.
Per attuare la sua missione, Fondazione di Comunità Milano sostiene la realizzazione di progetti locali; stimola l’integrazione di risorse private, e lavora in sinergie con le istituzioni locali, le organizzazioni del Terzo Settore, le imprese e la cittadinanza.

Ufficio Stampa

Marianna Montanini
3472317285
Mario Alberto Marchi
3483713915

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